martedì 14 febbraio 2012
Incontri con coalizioni dell’altro tipo
Non starà né con il centrodestra, né con il centro sinistra, ma non vuol sentir parlare di terzo o quarto polo. Si presenta alla conferenza stampa con una frase “la città che vogliamo”, ma giura che non si tratta di uno slogan. E’ la nuova coalizione nata dall’accordo tra Udeur, Socialisti Riformisti e Azione Popolare che, insieme a qualche associazione cittadina, competerà da sola e senza apparentamenti alla prossima tornata elettorale di Catanzaro. Non ufficializza il proprio candidato a sindaco, ma al suo posto esibisce uno schema di programma riassunto in dodici punti, tra cui spicca il ritorno ad una “normalità” nell’amministrare la città, il riacquisto del ruolo di capoluogo di regione per Catanzaro, il ripristino della legalità e della sicurezza, la valorizzazione del centro storico e delle periferie, l’emergenza ambientale. E per spiegare le sue intenzioni lascia la parola ai singoli rappresentanti dei vari partiti senza dimenticare l’immancabile appello alle forze positive della città affinché si uniscano alla nuova piattaforma. I primi a presentarsi sono gli esponenti di Azione Popolare, ossia Giuseppe Mazzullo, Filippo Capellupo e Peppe Apostoliti che non risparmiano critiche all’amministrazione uscente, paragonando l’ex sindaco Traversa al capitano Schettino che abbandonò la nave proprio nel momento in cui affondava. Stesso giudizio è riservato anche alla precedente giunta Olivo, in un amarcord collettivo verso il compianto primo cittadino Benito Gualtieri (sindaco di Catanzaro circa quindici anni fa) della cui giunta faceva parte Mazzullo. A questo punto occorre fermarsi un attimo per chiarire cosa sia il partito Azione Popolare, nato nel 2011 per mano dell’onorevole Silvano Moffa. E basta aprire Wikipedia per riassumere brevemente la storia di Moffa, ex An, poi Pdl e successivamente Futuro e Libertà (per rimanere agli ultimi anni), pronto a votare la famosa sfiducia al Governo Berlusconi, ma al momento della votazione alla camera non si presenta e passa al gruppo misto, fondando in seguito “Popolo e Territorio” che altro non è che il nuovo nome dei famosi “Responsabili”. Insieme a Moffa nel gruppo parlamentare “PeT” aderiscono anche Maria Grazia Siliquini, Catia Polidori e Giampiero Catone, con gli ultimi due che assunsero ruoli di sottosegretari nel Governo Berlusconi, dopo aver votato a favore sulla fiducia. E a questi leader si sarà ispirato anche il nostro Filippo Capellupo, ex dc, con un passato di Assessore alle attività produttive nelle giunte provinciali di centrodestra targate Traversa, passato alle ultime regionali nelle file dell’Italia dei Valori e ora in Azione Popolare. Attualmente il nostro è anche Presidente della Pro-Loco catanzarese, vice-presidente nazionale dell’associazione internazionale degli ostelli della gioventù e presidente della commissione provinciale per l’emersione del lavoro irregolare. Ed è sempre quest’ultimo a scaldarsi quando domando come intenda attuare quei punti fissati sul programma, dato che corrispondono alle solite e generiche intenzioni di ogni schieramento, di destra, sinistra o centro che sia. La risposta di Capellupo è una via di mezzo tra la velata minaccia e la sottile allusione, illustrandomi una proposta di legge sugli editori affinché paghino i propri corrispondenti, in particolare quelli giovani, minacciando altrimenti la chiusura dei giornali. Sul punto (l’unico, non preoccupatevi) sono completamente d’accordo, ma cosa c’entra con la domanda sul come attuare il programma elettorale da egli stesso illustrato? Ma non dimentichiamo gli altri appartenenti alla coalizione, come i Socialisti Riformisti, i quali anch’essi fanno riferimento ad un deputato, ossia l’onorevole Stefania Craxi, passata dal Pdl al gruppo misto, con incarichi di sottosegretario sempre sotto il Governo Berlusconi, ma soprattutto figlia orgogliosa di cotanto padre Bettino, e qui non occorre nemmeno Wikipedia per ricordare la sua morte in latitanza nella Tunisia di Ben Alì per sfuggire alle manette che lo attendevano in Italia. A livello locale, i Socialisti Riformisti catanzaresi, rappresentati da Maria Teresa Laurito, hanno apertamente appoggiato Traversa nella sua ultima campagna elettorale, salvo poi ripensarci quando l’uomo del “detto-fatto” si dimise dalla poltrona di primo cittadino. Dulcis in fundo, ad entrare nella nuova coalizione c’è anche l’Udeur cittadina, cofirmataria del programma elettorale al cui dodicesimo punto impone di evitare gli scippi perpetrati nei confronti della città di Catanzaro. Un assist formidabile alla mia domanda successiva, dato che l’Udeur è lo stesso partito in cui militava Clemente Mastella all’epoca della scellerata decisione di spostare la scuola di magistratura dal nostro capoluogo a Benevento, durante il suo incarico di Ministro di Grazia e Giustizia del governo Prodi. La riposta del segretario cittadino Udeur è laconica “Il problema non è tanto Mastella, altri sono stati gli scippi drammatici per la nostra città”. Ecco, appunto, la colpa è sempre degli altri!
mercoledì 8 febbraio 2012
La macchina del Pongo
Ma quale macchina del fango? Quale metodo Boffo o Saviano? A Catanzaro questi squallidi mezzucci dei media per colpire l’avversario politico di turno sono in realtà superati dalla macchina del pongo, che crea i suoi pupazzi di plastilina dopo aver ripulito ben bene le superfici sporche su cui si poggiano. Perché si sa, il pongo ha bisogno di basi libere da ogni impurità per poter attaccare meglio, per far breccia nell’elettorato medio, nei cittadini speranzosi delle capacità del nuovo o vecchio eroe di turno. Non conosce colore politico la nostra macchina del pongo, preferendo il grigio istituzionale e filo-amministrativo, perché da questo trae sponsorizzazioni e fondi per oliare i suoi marchingegni, ma non dimenticando anche chi sta all’opposizione, persino la più insulsa, la più inconsistente. Hai visto mai che, di questi tempi, anche loro possano arrivare nelle stanze dei bottoni? La macchina del pongo predilige internet per diffondere il suo verbo (ma non disdegna la carta stampata), spacciando per notizie quelli che in realtà sono comunicati stampa diramati da enti pubblici, politici locali, associazioni culturali e chi più ne ha più metta. Come se non bastasse, a scrivere e fornire queste veline preconfezionate sono gli stessi ponghisti disseminati qua e la nelle varie armate Brancaleone, in un giro di posta elettronica che in breve tempo si trasformerà in nuova e fresca notizia tutta da cliccare. Capita spesso, inoltre, che qualche giornalista faccia parte dell’ufficio stampa di un ente pubblico e contemporaneamente delle redazioni locali, con buona pace del proprio codice deontologico, utile solo per la famosa frase di Totò alla minacciata carta bianca dal Maggiore Kruger ne “ I due colonnelli”. O, addirittura, può succedere di trovarsi di fronte ad un giornalista candidato alle elezioni comunali che continua nel suo lavoro di corrispondente, recensendo anche gli appuntamenti del candidato dello schieramento avverso. La macchina del pongo non obietta, non fa domande nel corso delle conferenze stampa, tenendo chino il capo sul suo taccuino, in attesa di riempirlo di inchiostro dal dettato proferito dai giganti di cartapesta. E da quest’ ultimi aspettano, poi, il ricambio del favore, che può avvenire attraverso un semplice gettone o una proficua collaborazione pubblica. Provate ad aprire le ultime consulenze esterne della Regione Calabria, o ad apprendere delle delibere comunali che premiano i migliori servizi giornalistici sulla Notte Piccante catanzarese. Ed allora tutto si spiega, tutto è un successo, tutto va bene madama la marchesa, tutto è straordinariamente bello nella città dei tre colli, dove non si conosce la crisi, il disagio sociale, gli intrecci affaristici, e soprattutto non si deve conoscere chi è stato l’artefice di questa situazione. L’assessore x ha fatto il ruttino? E giù con strali di complimenti, felicitazioni e “viva soddisfazione” tra gli stessi sodali per “l’incredibile risultato raggiunto”. Chissà cosa penserebbe a tal proposito il grande capo indiano Estiqaatsi, il personaggio nato dal genio comico di Lillo e Greg, su queste importantissime dichiarazioni. Per la par condicio, via libera alle immancabili risposte degli avversari politici che “ esprimono disagio/ preoccupazione/ sgomento” per il ruttino appena emesso dall’amministratore (Estiqaatsi…cosa ne pensa di questi altrettanto fondamentali comunicati?). Un gioco al massacro (apparente) tra i vari schieramenti opposti che così facendo distraggono i cittadini dalla percezione dei veri problemi. Ma non è solo la politica ad entrare nelle grazie della macchina del pongo. Anche l’imprenditoria, gli esercizi commerciali, i musei, i teatri sono oggetto delle cortesie della macchina del pongo, a cui, più che la notizia, importa dell’acquisto di uno spazio pubblicitario. E scommettiamo che se l’azienda di turno, la quale avrà prima generosamente sponsorizzato il sito giornalistico, organizza una qualsivoglia rassegna musico-cultural-artistica, questa sarà acclamata con il più classico dei successi? (A proposito, in luogo del solito titolo “Successo per…” suggerirei di cambiare ogni tanto con sinonimi come giubilo, trionfo, visibilio, gaudio, grande affermazione!!). Per fortuna, non è tutto marcio. Esistono ancora professionisti seri che fanno il loro lavoro di giornalista, vissuto quasi come una missione, magari al chiuso di una redazione o continuamente in giro per le strade, in attesa di poter pubblicare l’inchiesta scottante tenuta per mesi nel proprio cassetto. Ma per far si che questi cassetti vengano finalmente aperti, bisogna dare un messaggio chiaro e univoco di quali notizie vogliamo effettivamente venire a conoscenza, non dimenticando mai che gli editori spingono legittimamente alla vendita di un formato piuttosto che di un altro in base alla domanda dei suoi lettori. Se vogliamo continuare a crogiolarci sulla famosa isola felice chiamata Catanzaro, la macchina del pongo potrà cantare vittoria, inglobando anche quei pochi buoni giornalisti rimasti da soli a lottare contro un muro di plastica. Ma se davvero esiste una voglia comune di riscossa, una forte indignazione della società che sempre di più chiede di poter conoscere gli angoli oscuri della propria città, allora state certi che quei giganti di cartapesta e con essi i suoi servitori, saranno spazzati via dai venti imponenti dei nuovi media.
martedì 17 gennaio 2012
La Hit Partitica Sciò
Salve a tutti amici della rete e benvenuti alla prima puntata della Hit Partitica Sciò, ovvero l’esclusiva classifica del Gatto Quotidiano, stilata su quanto hanno percepito i partiti e le liste civiche presenti in Consiglio Comunale in soli sette mesi di giunta Traversa. Già perché, per chi non lo sapesse, ogni gruppo consiliare può attingere periodicamente ad un fondo stanziato annualmente dal Comune di Catanzaro. Tante sono state le liste concorrenti, ventitré per la precisione, ma solo tredici sono entrate di diritto a Palazzo De Nobili, dopo le ultime elezioni amministrative. Ma entriamo subito nel vivo della competizione e tuffiamoci nella nostra speciale classifica, resa possibile grazie alla consultazione dell’albo pretorio on-line del Comune di Catanzaro. Al quinto posto della Hit Partitica Sciò, troviamo la lista Scopelliti Presidente con 9.580,00 euro prelevati dal fondo consiliare nei mesi di Settembre, Ottobre, Novembre e Dicembre 2011. Un bell’applauso per la lista del nostro Peppe Scopelliti che, pur avendo un gran da fare con la Regione Calabria e con il suo partito, che sarebbe il Pdl, trova il modo di conquistare una buona posizione grazie ai suoi esponenti catanzaresi. Al quarto posto troviamo la lista civica “Per Catanzaro”, del trio Ciciarello-Levato-Leone, che si aggiudica la modica cifra di 10.200,00 euro sempre negli stessi quattro mesi. Per soli 182,00 euro di scarto, la Lista Traversa Sindaco mette la freccia e agguanta in extremis la terza posizione con 10.382,00 euro. A questa lista va anche il primato di lista più veloce, per essere stata la più lesta nel chiedere il primo prelevamento dal fondo proprio l’ultimo giorno di agosto, con il suo consigliere Giampaolo Mungo al quale è stata messa a disposizione la somma di 2.002 euro (Determina n.3431 del 31 agosto 2011 – Settore Affari generali e personale-). Un gradino più su troviamo la lista Catanzaro da Vivere con ben 13.642,00 euro gestiti interamente dal suo capogruppo Lobello. Anche qui un piccolo primato, visto che solitamente le somme vengono gestite ora da un consigliere, ora da un altro, mentre la nostra seconda classificata ha preferito, invece, affidarsi interamente alle mani del suo factotum, con buona pace dei vari Polimeni, Cosentino, Galante e Bonacci. Ma ora, squillino le trombe, rullino i tamburi….ecco a voi il nostro vincitore. Al primo posto della HPS, udite udite, troviamo nientepopodimenoche il Pdl, con 16.615,00 euro, gestiti tra i consiglieri Costanzo, Brutto, Corsi e persino dal presidente del consiglio comunale Cardamone. Ovviamente la classifica riflette esattamente il risultato elettorale, nel senso che più sono i voti dati alla lista, maggiori saranno i consiglieri e maggiori saranno i fondi da prelevare. Ad ogni modo, anche i mono-gruppi, cioè quei gruppi composti da un solo consigliere, non possono lamentarsi perché anche per loro è riservata una fetta dell’invitante torta. A tal proposito, segnaliamo nella nostra classifica l’ultima posizione riservata alla lista Democrazia e Centralità con “appena” 5.937,00 euro. Un piccolo premio di consolazione per l’unico consigliere del gruppo, Giovanni Merante, così come ha fatto anche Roberto Guerriero con la lista Socialisti-Popolari-Udeur con 5.950,00 euro che gli valgono, tuttavia, il nono posto. Solo ottavo, invece, si attesta la Lista del Pd, guidata da Salvatore Scalzo. Una posizione raggiunta, tra l’altro, per il rotto della cuffia, in quanto solo nel mese di Dicembre, il nostro Pd catanzarese dava fiato alle sue richieste di prelevamento con le somme di 2.450,00 euro e di 800,00 euro effettuate in un unico giorno, precisamente il 15/12. Più si avvicinavano le dimissioni del sindaco o la chiusura dell’anno, e più le richieste aumentavano con un prelievo di 3.240,00 euro del 19/12, e quello finale di 1.200 euro del 22/12. Prima di allora, il giovane Scalzo aveva attinto al fondo del gruppo per una sola volta, nel mese di Novembre, e per la modica somma di 500,00 euro. La classifica per schieramenti vede trionfare chiaramente la maggioranza di centro-destra con ben 88.907,00 euro contro i 20.070 euro ottenuti dall’opposizione, per un totale complessivo di 108.977,00 euro di soldi pubblici a favore dei partiti e delle liste civiche in soli sette mesi di consiglio comunale. Prima di lasciarvi e darvi appuntamento alla nuova Hit partitica sciò, fissata ormai alle nuove elezioni amministrative, ho da fare due precisazioni. La prima è che le cifre che ho fornito, anzi che hanno prelevato, non vanno in tasca ai singoli consiglieri, bensì ai partiti che rappresentano, per affrontare le spese di gestione del proprio gruppo consiliare. Tuttavia, essendo sempre denaro pubblico, sarebbe cosa buona e giusta per i partiti rendere altrettanto pubbliche le modalità di spesa di tali somme, fornendo fatture, scontrini, ricevute e quant’altro, dimostrando, così, un minimo di trasparenza nel loro agire politico. Oppure possono scegliere la via più facile, ossia rinunciare a tali fondi, dando dimostrazione di attaccamento vero, e non solo a parole, nei confronti della città e delle sue casse che non attraversano di certo un bel periodo. La seconda precisazione è che nelle richieste di prelevamento non figura il gruppo consiliare Autonomia e Diritti, rappresentato dal solo Antonio Argirò. Alla prossima e… stay tuned!!
Classifica Definitiva (dal 31 agosto al 31 dicembre 2011)
1) € 16.615,00 Pdl
2) € 13.642,00 Catanzaro Da Vivere
3) € 10.382,00 Traversa Sindaco
4) € 10.200,00 Per Catanzaro
5) € 9.580,00 Scopelliti Presidente
6) € 8.409,00 Udc
7) € 8.192,00 Alleanza di Centro
8) € 8.190,00 Pd
9) € 5.950,00 Socialisti Popolari Udeur
10) € 5.940,00 “La Sinistra”
11) € 5.940,00 Svolta Democratica
12) € 5.937,00 Democrazia e Centralità
Classifica Definitiva (dal 31 agosto al 31 dicembre 2011)
1) € 16.615,00 Pdl
2) € 13.642,00 Catanzaro Da Vivere
3) € 10.382,00 Traversa Sindaco
4) € 10.200,00 Per Catanzaro
5) € 9.580,00 Scopelliti Presidente
6) € 8.409,00 Udc
7) € 8.192,00 Alleanza di Centro
8) € 8.190,00 Pd
9) € 5.950,00 Socialisti Popolari Udeur
10) € 5.940,00 “La Sinistra”
11) € 5.940,00 Svolta Democratica
12) € 5.937,00 Democrazia e Centralità
giovedì 1 dicembre 2011
Te gonfio come na fattura!!
C’è una notizia importante emersa proprio nei giorni del terribile nubifragio catanzarese e che per questo è stata (stavolta giustamente) derubricata in secondo piano. Mentre la città adagiata sui tre colli, così come quasi tutto il suo comprensorio, veniva messa in ginocchio da una pioggia torrenziale, un pezzo importante della politica locale era travolta, non dal fango, ma dalla giustizia. Proprio in quei giorni, infatti, il Tribunale Penale di Catanzaro ha condannato ad un anno e due mesi di reclusione (Do you know reclusione?) il vice presidente del Consiglio Provinciale, Emilio Verrengia; ad un anno e dieci mesi Tommaso Brutto, attuale consigliere provinciale e comunale; ad un anno e sei mesi Peppino Ruberto, attuale presidente del Consiglio Provinciale di Catanzaro; ad un anno tondo tondo Vincenzo Bruno, in qualità di capogruppo provinciale ex Ds. La sentenza di condanna (che commina anche pene pecuniarie da 100 a 600 euro) giunge al termine di un processo denominato “rimborsi d’oro”, per via delle accuse formulate dal Pm, nella sua richiesta di rinvio a giudizio, nei confronti degli imputati che avrebbero gonfiato o emesso fatture relative a spese inesistenti. Il tutto, ovviamente, nell’esercizio delle funzioni di amministratori della cosa pubblica (in qualità di ex assessori ai trasporti del Comune e della Provincia di Catanzaro rispettivamente per Verrengia e Brutto) o in funzione della carica di consigliere provinciale Udc( Ruberto). In attesa delle motivazioni della sentenza di primo grado, possiamo tuttavia trarre qualche spunto di riflessione soprattutto sulla mancata costituzione di parte civile del Comune e della Provincia di Catanzaro, nonostante fossero parti lese, visto che le fatture gonfiate venivano indirizzate proprio ai due Enti per ottenere i rimborsi. Cosa significhi non costituirsi parte civile in un processo penale ve lo spiego con un esempio pratico. Ammettiamo che intratteniate dei rapporti commerciali con alcuni soggetti che, approfittando della vostra distrazione, vi presentano un conto di mille quando in realtà avreste dovuto pagare cinquecento. Spinti dalla vostra buona fede saldate il vostro conto salato, completamente ignari di essere vittima di un raggiro. Ma dell’accaduto se ne accorge la magistratura (magari su denuncia della finanza) che, una volta rilevata l’ipotesi del reato, immediatamente chiede il processo per gli imputati e ovviamente la pena da comminare. Nel frattempo, il pubblico ministero avviserà voi, vittima del raggiro, di quanto sta avvenendo, lasciandovi la facoltà di costituirvi parte civile per il recupero del maltolto e eventualmente anche per chiedere il risarcimento dei danni subiti. Cosa fareste, voi, sapendo che la costituzione di parte civile è l’unico modo per riavere i vostri soldi? La risposta appare quanto mai scontata nel nostro esempio, ma sappiate che non è quella adottata né dalla Provincia né dal Comune di Catanzaro nel processo in questione. La domanda allora che vi potreste porre è: chi decide per gli enti pubblici se costituirsi o meno in un processo? Ma le stesse giunte, ovviamente, che nel 2008 ( anno d’inizio dell’inchiesta) erano a maggioranza di centro destra per quanto riguarda la Provincia e di centro sinistra per quanto attiene il Comune di Catanzaro. Un diverso colore politico che non ha impedito ad entrambe di prendere la stessa decisione, cioè quella di non costituirsi come parte civile nel processo dai rimborsi d’oro, perdendo la possibilità di riottenere le cifre elargite (con denaro pubblico, cioè nostro) in precedenza. A distanza di una settimana dalla sentenza, gli schieramenti di destra, di centro e di sinistra sembrano unirsi ancora una volta nel non commentare una condanna del genere, seppur ancora in primo grado (i condannati, infatti, hanno già comunicato di ricorrere in appello). Un silenzio, a dire il vero, che accomuna anche gran parte della cittadinanza catanzarese, sempre pronta a indignarsi quando si tratta dei casi giudiziari di Berlusconi, Bersani e della casta tutta, ma non altrettanto quando le stesse vicende riguardano i propri rappresentanti che incontrano ogni giorno sulla loro strada.
mercoledì 9 novembre 2011
PD or not PD...questo è il problema?
Mi perdonerà Shakespeare, ma l’amletico dubbio sull’essere o non essere mi sembra il più adeguato per definire lo stato del Partito Democratico catanzarese. Se esista davvero questo fantomatico schieramento di centrosinistra nella nostra provincia non sta a me stabilirlo, ma in quanto al suo ipotetico rinnovamento avrei qualcosa da dire. Prima, però, occorre fare una premessa personale per spiegare meglio le vicende che mi appresto a raccontare. Nel lontano 2001, subito dopo la vittoria di Berlusconi alle elezioni politiche, decisi (per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa) di militare nel partito dei Ds, convinto di poter dare il mio piccolo contributo (seppur di parte) alla mia città, al mio Paese. Una mera illusione giovanile! Ovviamente, l’esperienza (traumatica) durò poco, ma questa, come dice Carlo Lucarelli, è un’altra storia. Ciò che m’interessa, invece, è ricordare che all’epoca dei fatti, dieci anni fa, trovai a discutere della sconfitta elettorale alcuni dirigenti del partito, come Marco Minniti, Pino Soriero, Giovanni Puccio e tanti altri. Gli stessi che trovo oggi, nel 2011, a gravitare intorno alla festa del Pd catanzarese di ottobre, nel mentre parlano alla platea di rinnovamento e di nuove classi dirigenti!!! Di dirigenza, questo è sicuro, ne sanno qualcosa soprattutto i primi due, avendo ricoperto cariche direttive non solo a livello locale, ma anche nazionale. Per non parlare poi delle loro cariche ministeriali: Marco Minniti (attualmente deputato) è stato addirittura sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nei governi D’Alema I e bis, sottosegretario alla Difesa e vice Ministro dell’Interno nel governo Prodi del 2006; Pino Soriero, invece, ha ricoperto “solamente” il ruolo di Sottosegretario ai trasporti (per due anni) nel governo Prodi, con delega specifica sul Porto di Gioia Tauro. Di quest’ultimo, ricorderete, oltre che le tre legislature da parlamentare, anche una candidatura al Senato nelle liste dell’Idv, con in tasca la tessera dei Ds, rischiando l’espulsione (mai avvenuta?) dal partito! Dulcis in fundo, il nostro Soriero si candidò alle comunali sempre nelle file dell’Italia dei Valori, in una coalizione a sostegno di Franco Cimino, avversario di Rosario Olivo. E proprio per questa sua avversità fu nominato Assessore all’Urbanistica dallo stesso sindaco Olivo nell’ultimo anno di amministrazione comunale. Peccato che i lunghi e nobili curricula dei dirigenti di sinistra non corrispondano altrettanto alle opere compiute per il bene della Calabria!! E veniamo ora al terzo dirigente, il meno noto Giovanni Puccio, ex dirigente provinciale Ds ai tempi in cui alle provinciali furoreggiava il centro-destra di Michele Traversa. Il nostro barbuto dirigente, però, vinse la competizione elettorale per la poltrona di Sindaco di Botricello, carica che dovette abbandonare (dimettendosi) per un’indagine denominata “Puma”, conclusa con la condanna a tre anni per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione. Questo solo in primo grado. In appello, invece, Giovanni Puccio veniva completamente assolto, e sarà stato per questo suo nobile passato da martire giudiziario che il Pd lo ha nuovamente scelto come attuale commissario cittadino di una città “tranquilla” come Lamezia Terme. Ma i nomi dei partecipanti a quelle famose riunioni dirigenziali del 2001 non finisce mica qui: potrei parlarvi di Domenico (detto Mimmo) Rijllo, all’epoca tesoriere Ds, ex sindaco di Borgia, Comune del catanzarese sciolto per infiltrazioni mafiose proprio durante il suo mandato. O dell’attuale commissario del Pd di Borgia, Mario Paraboschi che di Puccio e Rijllo era (e forse ancora è) il più fedele dei compagni. O di Beppe Marcucci, ex assessore al Bilancio della passata giunta Olivo, assunto dalla Regione Calabria ai tempi del famoso concorsone fantasma del governatore Chiaravalloti, in cui furono arruolati tutti i portaborse dei politici. Ma più che di colpe dei menzionati, preferisco parlare di responsabilità: possibile, infatti, che le responsabilità di tante disfatte elettorali non siano servite per suggerire al Pd di avvalersi di altri uomini per il suo cosiddetto rinnovamento? Tornando ai giorni nostri, ricorderete che durante la Festa Democratica di Catanzaro venne organizzata anche una lotteria con tanto di biglietti per partecipare all’estrazione di avveniristici premi come l’I-Pad. Il 31 ottobre era la data fissata per l’estrazione dei biglietti vincenti, ma nessun comunicato stampa ne ha dichiarato l’esito! L’arcano è presto svelato: i premi non sono mai stati acquistati non essendoci nessun vincitore, poiché l’estrazione dei numeri avviene non con le matrici dei biglietti venduti, bensì sorteggiando numeri a caso (anche sugli invenduti) e riducendo al lumicino ogni possibilità di vincita. Il vecchio metodo lo conosco molto bene, perché mi fu svelato proprio durante la mia militanza nei Ds, dopo la chiusura della vendita dei biglietti. E fu uno dei motivi (seppure il più futile, ve n’erano altri ben più gravi) per cui abbandonai ogni idea di partito. Ora, capisco che queste lotterie siano fatte con l’unico intento di rimpinguare le casse del partito, ma non era forse più giusto comunicare prima le modalità di estrazione dei biglietti? E non era, forse, giusto diramare un comunicato ad estrazione avvenuta per dichiarare che non c’era stato alcun vincitore? Io, che non ho comprato il biglietto sto tranquillo, ma chi lo dice ai tanti che lo hanno fatto, pur non avendo nessuna intenzione di finanziare il Pd? E chi lo dice ora a Tallini, anch’egli compratore dei biglietti, che il famoso I-Pd (forse era questo il premio che si intendeva, non quello più noto dell’Apple) non è stato assegnato? Dettagli, direte voi! Ma se è vero che il diavolo sta nei dettagli, consiglio alle nuove generazioni che si affacciano alla politica (attraverso qualunque partito), di curare meglio questi dettagli e soprattutto di pensarli in maniera diversa da com’è stato fatto finora, non prestando il loro nome a questi sotterfugi da strapazzo.
lunedì 31 ottobre 2011
La letterina al Sindaco
Caro Signor Sindaco Michele, sono un bambino di trentadue anni e, vista la tua gentilezza nel rispondere ai miei compagnelli di scuola piuttosto che a quegli antipatici di giornalisti, ne approfitto per scriverti anch’ io la mia letterina. A proposito: posso ancora chiamarti sindaco? Te lo chiedo perché ci sono dei cattivoni in giro che dicono che Tu non potresti esserlo, o almeno non mentre ti diverti con tutti quei pulsantini colorati alla Camera dei Deputati. Sai, io ti capisco perché capita anche a me. Vorrei fare i compiti mentre guardo la televisione o mentre gioco alla play, ma poi arriva la mamma, mi da due ceffoni e mi dice che le cose vanno fatte una per volta: "c’è il tempo per giocare e il tempo per studiare" mi urla. Anche il mio maestro tenta disperatamente di insegnarmi il rispetto per le regole, per le istituzioni, per la giustizia concludendo sempre le sue lezioni di educazione civica con una frase “Dura lex, sed Lex”. Ma io non so il latino, e sinceramente non so cosa significhi tutto ciò. Ad ogni modo, non è questo che volevo dirti. Ti scrivo, infatti, per ringraziarti per le tante cose che hai fatto per tutti noi. Grazie per il trenino del mare che ora fai scorrazzare per le strade della città, è davvero un’idea straordinaria per noi bambini. Così, quando finiremo le scuole e saremo finalmente disoccupati potremo divertirci tutti insieme a bordo del trenino per le vie della città. Nel frattempo , sono i nostri genitori a doverti ringraziare, sai erano molto tristi per il fatto di dover stare a casa ( li sento confabulare tra loro di licenziamento, di cassa integrazione, ma non so cosa significano queste parole complicate), ma ora grazie al trenino sono ritornati ad essere felici, almeno cosi mi pare! Grazie anche per aver ripulito da tutte quelle schifezze la nostra cara pineta di Giovino, divertendoti a colorare prima di rosso e poi di nero le strade che la circondano. Certo, quando mi capita di cadere, giocando per strada, mi sbuccio le ginocchia per via dell’asfalto molto duro, ma tu hai promesso che quello è un materiale che rispetta l’ambiente ed io credo alla tua parola. Grazie anche per aver sistemato lo stadio di Catanzaro, noi bambini andiamo matti per il calcio. Dicono che hai speso tanti soldini per aggiustare i distinti, che è anche il settore dove mi portava il mio papà negli anni scorsi per vedere le partite dei giallorossi. Allora non è vero che i soldini al Comune non ci sono, dato che mi hanno detto che hai speso una cifra vicina ad un milione di euro ( con quanti zeri si scrive?). Su questo, un mio amichetto mi prende sempre in giro dicendomi che il suo capitano Del Piero gioca in uno stadio tutto nuovo, e che la sua scuadra…ehm, scusami, squadra del cuore ha speso venti milioni di euro. Se devo dirti la verità, guardando le figurine dei due stadi un po’ di invidia mi viene, ma sono sicuro che Tu saprai sistemare tutto, sempre che rimani sindaco. Perché resti sindaco vero? Ho paura, infatti, che se vai via Tu, anche il Centro Storico della città tornerà ad essere grigio, e non colorato con le simpatiche puf-strisce com’ è ora! Anche qui, sempre i soliti cattivoni dicono che non potevi metterle, ma che colpa abbiamo noi se ci piace un mondo pieno di colori? Non sai che divertimento, poi, camminare sul Corso in compagnia di mamma e papà. Ogni giorno un’avventura diversa: Dobbiamo schivare le auto procedendo a zig zag, proprio come nei videogiochi, oppure inseguire i simpatici topolini di Ratatouille, che divertimento! E che allegria portano i clacson e i motori delle macchine, sembra di essere agli autoscontri delle giostre. Per non parlare poi dell’aria che respiriamo, proprio ad altezza passeggino, così anche il mio fratellino più piccolo può divertirsi con i colori della sua copertina passando dal bianco al nero in un battibaleno! Ora devo salutarti, vado ad aiutare la mamma a fare la raccolta differenziata della nostra spazzatura, così come mi hanno insegnato a scuola. Si, lo so a cosa stai pensando, le ho detto anche io che è tutto inutile, che tanto poi il camioncino non passa e la spazzatura si accumula per strada creando quelle allegre montagnelle. Che ci vuoi fare, la mamma è cocciuta, dice che lo fa per il nostro bene, per il nostro futuro. Ma che distratta che è la mia mamma, si dimentica sempre che ci sei Tu a pensare al nostro futuro, non è vero? Saluti da Andrea
lunedì 3 ottobre 2011
E se quelle strisce blu fossero illegittime?
Rivoluzione della mobilità cittadina, tolleranza zero verso i trasgressori delle nuove direttive, nuovi parcheggi a pagamento. Sono solo alcune delle tante parole che hanno accompagnato la riapertura al traffico di Corso Mazzini in ossequio al nuovo progetto di mobilità urbana varata dalla nuova giunta Traversa. Se sia giusto o sbagliato aprire nuovamente il traffico nel centro storico di Catanzaro non me ne po’ fregà de meno ( come direbbero i romani), poiché rientra in valutazioni discrezionali che non porterebbero a nulla se non ad eterni dibattiti, inutili raccolte firme e fiumi di parole. Il discorso, invece, cambia totalmente se si discute della legittimità giuridica della delibera adottata dal Comune, e qui sorge quanto meno qualche dubbio. Per farvi capire da dove derivano questi dubbi, occorre fare un passo indietro e raccontarvi di una vicenda giudiziaria, tentando di semplificare al massimo gli aspetti normativi per non annoiarvi. Nel piccolo comune di Quartu San’Elena, un avvocato evidentemente stufo di ricevere continuamente multe, proponeva ricorso davanti al Giudice di Pace chiedendo che gli fossero annullati tutti i verbali di accertamento e di contestazione. Gli antipatici verbali erano stati elevati per “parcheggio in zona a pagamento senza l’esposizione del tagliando attestante il pagamento delle somme dovute per la sosta”. Il nostro avvocato, insomma, dimenticava o non voleva pagare il detestabile balzello nei famosi parcheggi dalle strisce blu. Il Giudice di Pace investito dell’annosa questione non solo annullava tutte le multe ricevute dall’avvocato, ma riteneva nulle le delibere comunali della Giunta Comunale di Quartu Sant’Elena. La vicenda arriva dritta dritta davanti alla Suprema Corte di Cassazione che con la famosa sentenza n.116 del 2007 ha stabilito che e’ nullo il verbale di accertamento e contestazione per sosta vietata in un’area di parcheggio a pagamento se nella zona non è presente anche un’area di parcheggio libera. L’art. 7, comma 8 del codice della strada, infatti, stabilisce che “qualora il comune assuma l’esercizio diretto del parcheggio con custodia o lo dia in concessione ovvero disponga l’installazione dei dispositivi di controllo di durata della sosta di cui al comma 1, lettera f) , su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze, deve riservare una adeguata area destinata a parcheggio rispettivamente senza custodia. La Suprema Corte, dunque, confermava la decisione del giudice di pace, ritenendo sostanzialmente giusto l’annullamento delle delibere (oltre che delle multe) per vizi di legittimità delle stesse. Ispirato dal principio della Corte di Cassazione, anche il Tar Lazio, in una vicenda analoga, provvedeva a ad annullare le delibere del Comune di Roma che istituivano parcheggi a pagamento senza la previsione di aree di sosta gratuite, dando ragione al Codacons che nell’occasione aveva promosso il ricorso. E veniamo finalmente, è proprio il caso di dirlo, alla nostra rivoluzione catanzarese che istituendo 200 (così dicono) parcheggi a pagamento, si dimentica di prevedere l’adeguata area di sosta gratuita. A nulla vale la previsione della sosta gratuita per i primi quindici minuti, in quanto, sempre lo stesso art. 7 del CdS prevede che la stessa deve essere senza custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta. Tuttavia, c’è da dire che la norma sulle aree gratuite di sosta incontra diverse eccezioni in caso di area pedonale, zone a traffico limitato, o aree di particolare rilevanza urbanistica(con quest’ultima che dev’essere individuata e delimitata da apposita delibera comunale), in cui è possibile istituire esclusivamente parcheggi a pagamento Ma la nostra delibera nulla dice in merito, limitandosi a definire “isola pedonale” Corso Mazzini solo dalle 18.00 alle 20.30, e nemmeno si può parlare di zona a traffico limitato, in quanto fuori dagli orari predetti, il Corso è accessibile agli autoveicoli. Ma non è finita qui. Ricorderete tutti un servizio delle Iene, andato in onda qualche tempo fa su Italia 1, nel quale si contestava la legittimità dei parcheggi blu sempre in base all’art 7 del CdS, comma 6 che recita testualmente “ Le aree destinate al parcheggio devono essere ubicate fuori della carreggiata e comunque in modo che i veicoli parcheggiati non ostacolino lo scorrimento del traffico”. La nostra delibera, invece, parla di “istituzione di parcheggi (in cui non è istituita isola pedonale) SUL margine destro della carreggiata, o SUL margine sinistro della carreggiata. Capite bene che mentre il codice parla di parcheggi fuori dalla carreggiata la nostra delibera istituisce parcheggi sulla carreggiata, seppure al margine. Una differenza di terminologia che suona come un invito a nozze per vari ricorsi in tribunale, e che lascia spazio a diverse interpretazioni da stabilire caso per caso. Il consiglio, per il momento è di pagare le multe, anzi, possibilmente di pagare il tagliando di parcheggio, in attesa che qualche coraggioso avvocato, come nel piccolo comune sardo, o magari un’attenta opposizione sottoponga la questione davanti ad un giudice, proprio come fecero i commercianti di Corso Mazzini proponendo un ricorso al Tar contro la chiusura al traffico. All’epoca alcuni esponenti della maggioranza, oltre ad evidenziare la vittoria davanti al tribunale amministrativo, dissero che i lavori di ristrutturazione del Corso furono finanziati da fondi europei proprio grazie al progetto di pedonalizzazione. Che se ne siano già dimenticati? E cosa dovremmo fare ora che il Corso è stato riaperto al traffico, restituire i fondi all’Europa?
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