sabato 15 gennaio 2011
Una musica può fare…salvarti sull’orlo del precipizio
Ve l’immaginate il sindaco di Catanzaro accanto al gotha della politica internazionale? O il nostro presidente di Regione volare all’estero per stringere accordi con ministri e personaggi di caratura mondiale? Neanche nei vostri più bei sogni, vero? Ecco, abbandoniamo per un attimo la politica e, facendo le dovute proporzioni, ci spingiamo verso un mondo, quello musicale che, al contrario di quello appena citato, brilla di luce propria riuscendo a fare di Catanzaro una delle città più fertili ed effervescenti. Così, mentre la città dei tre colli è da sempre ultima o quasi, nei vari indici sulla qualità della vita, quasi per paradosso, troviamo primi nelle classifiche di indie rock inglesi, gli Skelters, quattro straordinari catanzaresi doc. Mentre i nostri politici sono impegnati in polemiche di basso borgo, per poi accordarsi sotto banco, la competizione (più o meno sana) tra gruppi come Gioman & Killacat da un lato e Kuanito e Eman dall’altro rendevano e rendono il capoluogo una delle roccaforti del Reggae e della dance hall internazionale. Che siate con gli uni o con gli altri poco importa, quello che conta veramente è che mentre i primi si esibiscono con successo anche all’estero, i secondi( rigorosamente in ordine di citazione) riescono a portare giù in Calabria monumenti della musica giamaicana, come Mavado, Capleton, Beenie Man. E quando, invece, è tutto il gruppo della Kuan shot ad esibirsi riesce a far invidia a palchi, solo all’apparenza, più prestigiosi (vedi notte piccante 2010). E non è finita qui. Manifestazioni come il Cubo Rock o il Rocchenrolla Live sono ormai un cult, prima di essere un must, per tantissimi giovani del luogo, facendo le fortune dei vari locali che li ospitano. I ragazzi che curano la direzione artistica non inseguono certamente la starletta di turno, il cantante che può riempirti la pista, a prescindere dalle sue dubbie qualità. Loro non cercano consensi, non hanno bisogno di gruppi più o meno famosi chiamati in fretta e furia solo per attirare l’attenzione di qualche migliaio di elettori. Questo modo di fare è della politica nostrana, non della musica catanzarese. I nostri amano la musica, è la loro ragione di vita, non la tradirebbero mai, ed è anche grazie a questo che riescono a portare in terra catanzarese gruppi forse sconosciuti alla massa, ma di grandissimo spessore. Gli “A Toys orchestra” o i “Nobraino” sono solo un piccolo esempio, di come questi meravigliosi direttori artistici riescano ad abbinare il profitto (richiesto giustamente dai locali che li ospitano) alla cultura musicale. L’elenco sarebbe ancora lungo, e non solamente relegato al rock straniero o al reggae, penso al cantautore Carmine Torchia, con un tour di sessanta date in tutta Italia, o ai Quarto Bra, famosi solo ora per aver aperto il concerto di Ligabue a San Siro. Mi perdoneranno tutti coloro che non ho citato. Ma il punto è: perché non affidare a questi ragazzi la chiave artistica e musicale della città? Perché non spalancare loro le porte del Conservatorio cittadino, isolato nella sua elitè e mai sfruttato a pieno? Diamo loro l’opportunità di ravvivare il nostro abbandonato centro storico, almeno la notte. Perché non aprire qualche sala prove ed incisioni del tutto pubbliche e gratuite, in modo da non costringere i nostri futuri musicisti a provare nel buio di qualche cantina, quasi come si dovessero nascondere per quello che stanno facendo? Perché non fondare una radio tutta catanzarese, indipendente e interamente gestita da tutti i gruppi cittadini? Infine un’ultima proposta sull’Università. Apriamo la sala musica, ancora in via di completamento e diamo la possibilità di suonare anche a chi non è iscritto alle facoltà. Basta con i concerti di musica classica finanziati coi fondi dell’Ateneo. Fondiamo il Magna Graecia Concert(chiamatelo come vi pare) una 24 ore di musica no-stop sui prati del Campus, dove a suonare, anno dopo anno, possano essere tutti i gruppi, di qualsiasi genere, di Catanzaro e della Calabria. La città capoluogo di regione come fucina di talenti musicali, per quelli politici, invece, rivolgersi a Lourdes.
lunedì 10 gennaio 2011
"Pane e Politica", cinque anni dopo.
Doveva essere il terremoto che avrebbe fatto saltare dalla sedia l’intera classe politica. L’esatta e squallida immagine di Catanzaro e della Calabria riprodotta fedelmente dalle telecamere di W l'Italia, il programma di Riccardo Iacona, doveva avere una conseguenza. Era il 2006, Catanzaro era impegnata nel ballottaggio per la carica di Sindaco cittadino e per il rinnovo del consiglio comunale. In pochi giorni, il giornalista di Raitre riusciva a far luce sul buio di una città sfregiata dai mille volti dei candidati affissi sui muri che quasi superavano il numero degli abitanti. Un Corso Mazzini immortalato come luogo di baratto e scambio di voti, percorso da personaggi oscuri in cui ognuno portava il suo carico di elettori personali chiedendone il loro prezzo. Un’infinità di pacche sulle spalle, strette di mano, scambi di favori rappresentati dalla frase del capo elettore di Mimmo Tallini che affermava "Esistono gruppi di potere, non esistono più i partiti. La gente si rivolge a te per un favore”, il tutto mentre era impegnato a telefonare ad un professore per raccomandare ad un esame universitario un suo elettore. Nel mezzo la città di Reggio Calabria alle prese con uno strano concorso per occupare qualche centinaio di persone, in cui file chilometriche di disoccupati aspettavano il proprio turno per essere assunti col principio di “chi prima arriva meglio lavora”, diretti e gestiti da un improvvisato quanto illegittimo comitato. All’epoca dei fatti, il sindaco della città sullo stretto era Giuseppe Scopelliti, il quale si vantava di aver dato finalmente trasparenza alle assunzioni pubbliche. Come avrete già intuito, nulla è cambiato da allora, anzi per una sorta di contrappasso distorto i nostri protagonisti sono stati quasi tutti promossi da tali e mirabolanti gesta. Giuseppe Scopelliti è ora governatore della Calabria: ha lasciato la sua città e le casse comunali sull’orlo del dissesto economico, ma in cambio ha esordito nei suoi primi mesi da presidente regionale con l’introduzione del ticket sanitario, di una tassa regionale sul carburante auto (effettivamente il prezzo era troppo basso, se ne sentiva il bisogno) e con una leggina che prevede la compatibilità( a differenza degli altri statuti locali) di consigliere regionale e consigliere o assessore provinciale e comunale. Forse per questo è risultato uno dei presidenti di regione più amati d’Italia. E ricordate Mimmo Tallini ripreso nei suoi uffici attorno ai suoi portaborse, autisti e collaboratori personali, tutti pagati dalla Regione? Ora è Assessore al Personale della Regione Calabria. E in quale altro posto lo volevi mettere! Certo da allora qualcosa è cambiata. Tallini, infatti, al consiglio regionale faceva parte dell’Udeur e sosteneva la giunta Loiero del centrosinistra, mentre al comune di Catanzaro sosteneva Cimino del Centrodestra. Ora, invece, tutto è più chiaro essendo il nostro diventato portavoce del Pdl cittadino, consigliere comunale, assessore regionale( ora si capisce il motivo della leggina che vi avevo accennato?). Ma andiamo avanti per passare a Pino Soriero. Nelle immagini di raitre lo troviamo schierato nelle file dell’Italia dei Valori mentre sosteneva la candidatura di Franco Cimino, avversario di Rosario Olivo. E chi ti nomina come assessore all’urbanistica il nostro amato sindaco durante l’ultimo anno in carica? Proprio Pino Soriero, che di nome fa Giuseppe, ma stiamo parlando sempre della stessa persona, la quale prima di diventare assessore attraverso la sua associazione “Il Campo” criticava aspramente tutto il centrosinistra per ( parole sue) “essere incapace di rinnovare e ringiovanire la classe dirigente”. Sempre nei famosi filmati di Iacona, all’atto della vittoria del sindaco Olivo veniva ripreso durante i festeggiamenti e affianco del neo primo cittadino, Massimo Lomonaco, attuale presidente circoscrizionale. E con chi decide di candidarsi alle prossime amministrative l’allora baldanzoso Lomonaco? Ma con Michele Traversa, of course. Franco Cimino, dopo la sua famosa telefonata all’allora segretario Marco Follini, in cui chiedeva i voti dell’Udc è rimasto al suo posto come consigliere di opposizione. Ma ora con chi si schiererà Cimino alle prossime amministrative? E chi sosterrà Sergio Abramo suo sostenitore all’epoca della corsa a sindaco? Ricordo solamente che Michele Traversa e Wanda Ferro di An, sostennero Olivo del centrosinistra, per evitare che la città cadesse in mano ad un gruppo di affaristi. Dulcis in fundo, durante i concitati momenti dello spoglio elettorale del 2006, un accalorato signore, impegnato nel conteggio dei voti, proferiva a microfoni aperti la seguente frase, in perfetto stile british “ Nino, fa ncuna cazz’e cosa”. Questo signore è Sergio Polisicchio, attuale assessore alle politiche sociali della provincia di Catanzaro. Parlando delle vicende di “Pane e politica”, un vecchio giornalista, ora in pensione, mi disse: “ Questi qui scendono da Roma, creano scompiglio, fanno domande, e poi se ne ritornano da dove sono venuti”. Ma guarda un po’ che prepotenti, ora sti giornalisti si mettono pure a fare domande!!
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mercoledì 15 dicembre 2010
Differenziamoci.
di Frank Basetta
Si susseguono lungo le nostre arterie principali viarie, branchi di articolati con doppio rimorchio, dagli odori nauseabondi che portano con se chissà quali favori politici, oltre che a tonnellate di rifiuti. Vi domanderete la “differenza” tra le due in cosa consiste, ma ovviamente non troveremo risposta. Ma tralasciando il dibattito politico e i rumors pre-elettorali che fanno della nostra amata Catanzaro la nuova York del Meridione, ci concentriamo su un problema diverso. Non ci stancheremo mai di sostenere che ci deve essere un progresso sociale e civico da parte di tutti noi, a prescindere da chi ci governa, in quanto siamo noi i veri Catanzaresi, non chi siede a Palazzo Nobili. Spesso la domanda che ci scoraggia dal mettere in atto un po’ di “galanteria” è quella tipica del “Ma io cosa ci guadagno a fare ciò?”. Una volta usciti da questo tunnel ne vedremo che è solo grazie a noi se Catanzaro potrà scalare determinati scalini delle classifiche ambientali e sociali e portarla a distaccarsi dalla melma che avvolge ogni città meridionale.
Riconoscendo, indistintamente dal colore politico, determinate scelte positive che riguardano il nostro territorio comunale e dell’hinterland, possiamo essere a favore della dotazione da parte dell’ AMC di diversi autobus a metano. Ciò farà si che ci saranno svariate tonnellate di emissione di anidride carbonica in meno nell’atmosfera ogni anno. Il secondo fattore importante è quello che avremo un distributore di metano per autoveicoli che porterà indubbiamente benefici all’economia cittadina (basti pensare che oggi per fare un pieno di metano una macchina deve arrivare a Montalto Uffugo, nel cosentino). Ciò significa intensificare i traffici economici, probabilmente oggi molti arrivano a farsi un giro ai centri commerciali del cosentino così con la scusa fanno un pieno di metano. Ma perché non riusciamo a convertirci ad una politica ambientale seria, ad una green revolution? Se si continua a dare slogan del tipo “Compra questa macchina perché ha emissioni di CO2 inferiori ai 140g/km e quindi inquini meno l’ambiente” il comune cittadino risponderà probabilmente con un bel “Esticazzi?”. Se invece lo slogan diventa “Compra questa macchina perché riesci a fare con un litro 25 chilometri, se inveci compri macchine che hanno emissioni di CO2 superiori ne fai di meno, quindi sei imbecille a spendere di più?” , le cose cambiano e di parecchio perché ci sentiamo colpiti nell’animo, o per meglio dire nel portafogli! Per questo motivo che, come spesso facciamo, proponiamo un consiglio, nella speranza che questo blog sia letto da persone che hanno veramente voglia di cambiare, e perché no, da politici catanzaresi che per sbaglio sono finiti in un blog che non volevano visitare: Creiamo dei centri di raccolta differenziata circoscrizionali. Vado a spiegarmi meglio: Se con le buone non serve, ora puntiamo al portafogli e vedi come serve! Siano istituite delle aree, gestite da persone disoccupate incaricate a ricevere da parte del comune cittadino i vari rifiuti riciclicabili, quindi lattine, bottiglie di vetro e di plastica, giornali ecc ecc. Questi rifiuti giornalmente vengono portati in dei centri appositi di raccolta differenziata che a loro volta saranno in grado di rivenderli al mercato del riciclo e alle varie ditte interessate in cambio ovviamente di denaro che andrà a finire nelle casse comunali. Cosa ne conviene il cittadino comune? Semplice. Essendo gestito dalle circoscrizioni (quindi finalmente diamo un compito a quest’ente inutile) esse sanno gli stati di famiglia di quella determinata parte del territorio comunale. Ogni volta che si portano i rifiuti, si pesano e si inserisce che “Mario Rossi ha portato in tale data 1200 grammi di carta, 700 di lattine” ecc ecc. A fine semestre quando arrivano le tasse dei rifiuti alle famiglie, il centro differenziato venderà al mercato il proprio prodotto. In questo prodotto ci saranno anche i rifiuti di Mario Rossi ben quantificati e così quando arriverà il bollettino ci sarà l’importo da pagare in base ai metri quadri al quale verranno sottratti i rifiuti che Mario Rossi ha differenziato per il Comune. Alla fine si tratterà, se Mario Rossi avrà fatto il bravo, di pochissime decine di euro ma alla fine Mario Rossi capirà che è diventato imprenditore di se stesso…
giovedì 9 dicembre 2010
In diretta dalla casa (comunale) del Grande Fratello catanzarese
Buonasera siore e siori e benvenuti al nuovo grande reality del Grande Fratello, un’edizione speciale con concorrenti esclusivamente politici che si sfideranno a colpi di comunicati stampa, nastri inaugurali da tagliare in fretta, fondi da destinare e chi più ne ha più ne metta. In palio per quest’anno ci saranno tantissimi scranni al palazzo comunale della città adagiata sui tre colli, ma anche assessorati, vice assessorati, segreterie politiche. Per i più sfortunati, che non sono riusciti ad aggiudicarsi l’ambito premio, niente paura: c’è sempre la possibilità di essere ripescati per l’assegnazione di una municipalizzata, di una consulenza, o di altre forme di premio ad hoc. Giudice sovrano di questa avvincente sfida sarà come sempre il pubblico che voterà non tramite televoto ma con la solita croccetta da apporre sulle liste. Per quelli che riusciranno a portare più preferenze sono previsti ricchi premi come un’assunzione, un fondo per la propria associazione, un occhio di riguardo per la propria azienda. Ma colleghiamoci subito con la nostra casa dove ad aspettarci troviamo i nostri concorrenti, alcuni di questi ancora in definizione. Il primo candidato è Franco Passafaro, attuale presidente del Consiglio Comunale, che annuncia le dimissioni dal Pd per proiettarsi nelle liste dell’opposto schieramento, capeggiate dall’onorevole Michele Traversa. Ex Margherita, poi nel Pd, con un passato in Rifondazione Comunista, il sempre fedele Passafaro dichiara la sua sofferta decisione, mostrando la sua solidarietà al sindaco Olivo(centrosinistra) e allo stesso tempo partecipando alle riunioni del governatore Scopelliti (centrodestra). Lo stesso sofferto percorso, da sinistra verso destra, stanno intraprendendo Carlo Nisticò, che ogni tanto gioca a far venir meno il numero legale in consiglio, e Benedetto Cassalà, ancora in stand by sulla sua candidatura. Tanti sono i concorrenti in gara che passano da una lista all’altra, ma nessuno osi pensare che si tratta della solita salita sul carro dei vincitori. Giammai! Piccole grandi scaramucce in casa sono state percepite dal nostro occhio indiscreto tra Domenico Tallini, Sergio Costanzo e co. da un lato e Danilo Gatto, Nicola Ventura e co. dall’altro, che si azzuffano in una gara su chi ha autorizzato l’opera architettonica più brutta della città ( la ministazione di piazza Montenero o la pista ciclabile di Viale Isonzo?). E ancora, proseguono i contendenti a mezzo di comunicati, con una serie di invettive su quale governo ad essi amico abbia portato benefici alla città di Catanzaro. A placare gli animi surriscaldati è stato il Grande Fratello in persona constatando che entrambi gli schieramenti avevano effettivamente ragione: nessun governo, né di centrodestra, né di centrosinistra ha mai fatto qualcosa per il capoluogo! Gli stessi protagonisti hanno avuto modo di riappacificarsi votando insieme un bel provvedimento in deroga che permette l’apertura di nuovi multisala presso il Centro Commerciale “Le Fontane”. Chissà come saranno contenti i titolari dei Cinema, già in crisi, del centro storico, i quali tuttavia sembrano non protestare attendendo il ritorno economico promesso dalla società che, in cambio di qualche obolo, costruirà liberamente le nuove sale cinematografiche in località Barone. Per oggi è tutto, alla prossima puntata.
martedì 30 novembre 2010
Turismo si, ma come?
di Frank Basetta
Viviamo in un’epoca in cui qualsiasi essere dotato di capacità di leggere e scrivere si può permettere di dire la propria in merito a qualunque situazione, dove in televisione nelle didascalie sotto il nome e il cognome di un personaggio di turno che parla troviamo la scritta “Opinionista”, al pari della scritta “Architetto” , “Dottore” o “Ingegnere”, come se il titolo sottostante sia stato sudato. E quindi, per questa motivazione, chi non ci induce a noi del Gatto Quotidiano dall’avanzare proposte concrete e mirate ad un territorio?
Così, parte la nostra proposta che intende mirare ad una collaborazione tra Comune di Catanzaro, Provincia di Catanzaro, Regione Calabria e Ministero della Pubblica Istruzione, ovvero la creazione di un corso di studi da integrare nel nostro ateneo che miri alla formazione di persone al fine di perfezionare le proprie conoscenze pratiche rivolte al territorio. In poche parole, che permetta ad un ragazzo che esca da un istituto alberghiero di approfondire le tematiche riguardanti la gestione di una struttura alberghiero-ricettiva sia essa in montagna o al mare o in collina o in pianura tramite esami pertinenti all’estimo, all’analisi territoriale, alla geografia, al marketing, al design, all’arredamento e così via. Lo stesso corso di laurea che miri al perfezionamento pratico dei forestali tramite lo studio pratico della botanica, della biologia vegetale ed animale, della gestione delle risorse rurali con metodi statici di perfezionamento strutturale. Stesso ragionamento lo voglio applicare, e qui non me ne vogliano i partiti politici, alla creazione di figure professionali atte a diventare sindaci tramite lo studio e l’analisi del territorio, della storia della politica territoriale, dell’urbanistica, dell’arredo urbano, della geologia, della sociologia territoriale. In pratica istituire una Facoltà dell’Utile in cui ogni persona può andare e finalmente approfondire in modo pratico tutto quanto sia di proprio interesse ed in questo l’università non verrà vista più come un dispensario teorico e massacrante dove il più delle attività è teorico (comprese le esercitazioni), ma dove l’università diventi luogo pratico con laboratori pratici, lezioni pratiche e così via. Questa proposta mira ad attirare non solo persone presenti nel territorio regionale ma anche provenienti da fuori regione sia perché la novità di un corso pratico indurrà molti giovani diplomati da fuori a capire come meglio rapportarsi al proprio futuro e sia perché al giorno d’oggi avere una laurea vuol dire avanzare di livello all’interno delle aziende (dato riscontrabile dall’afflusso di impiegati delle aziende ospedaliere o di enti pubblici più in generale alle scuole serali tecniche). Quindi ci saranno persone che verranno per amor proprio in nome della conoscenza e persone che verranno per amor proprio in nome del dio denaro, ma che ad ogni modo avranno modo di imparare molte cose che di sicuro non avrebbero mai saputo..
Viviamo in un’epoca in cui qualsiasi essere dotato di capacità di leggere e scrivere si può permettere di dire la propria in merito a qualunque situazione, dove in televisione nelle didascalie sotto il nome e il cognome di un personaggio di turno che parla troviamo la scritta “Opinionista”, al pari della scritta “Architetto” , “Dottore” o “Ingegnere”, come se il titolo sottostante sia stato sudato. E quindi, per questa motivazione, chi non ci induce a noi del Gatto Quotidiano dall’avanzare proposte concrete e mirate ad un territorio?
Così, parte la nostra proposta che intende mirare ad una collaborazione tra Comune di Catanzaro, Provincia di Catanzaro, Regione Calabria e Ministero della Pubblica Istruzione, ovvero la creazione di un corso di studi da integrare nel nostro ateneo che miri alla formazione di persone al fine di perfezionare le proprie conoscenze pratiche rivolte al territorio. In poche parole, che permetta ad un ragazzo che esca da un istituto alberghiero di approfondire le tematiche riguardanti la gestione di una struttura alberghiero-ricettiva sia essa in montagna o al mare o in collina o in pianura tramite esami pertinenti all’estimo, all’analisi territoriale, alla geografia, al marketing, al design, all’arredamento e così via. Lo stesso corso di laurea che miri al perfezionamento pratico dei forestali tramite lo studio pratico della botanica, della biologia vegetale ed animale, della gestione delle risorse rurali con metodi statici di perfezionamento strutturale. Stesso ragionamento lo voglio applicare, e qui non me ne vogliano i partiti politici, alla creazione di figure professionali atte a diventare sindaci tramite lo studio e l’analisi del territorio, della storia della politica territoriale, dell’urbanistica, dell’arredo urbano, della geologia, della sociologia territoriale. In pratica istituire una Facoltà dell’Utile in cui ogni persona può andare e finalmente approfondire in modo pratico tutto quanto sia di proprio interesse ed in questo l’università non verrà vista più come un dispensario teorico e massacrante dove il più delle attività è teorico (comprese le esercitazioni), ma dove l’università diventi luogo pratico con laboratori pratici, lezioni pratiche e così via. Questa proposta mira ad attirare non solo persone presenti nel territorio regionale ma anche provenienti da fuori regione sia perché la novità di un corso pratico indurrà molti giovani diplomati da fuori a capire come meglio rapportarsi al proprio futuro e sia perché al giorno d’oggi avere una laurea vuol dire avanzare di livello all’interno delle aziende (dato riscontrabile dall’afflusso di impiegati delle aziende ospedaliere o di enti pubblici più in generale alle scuole serali tecniche). Quindi ci saranno persone che verranno per amor proprio in nome della conoscenza e persone che verranno per amor proprio in nome del dio denaro, ma che ad ogni modo avranno modo di imparare molte cose che di sicuro non avrebbero mai saputo..
mercoledì 24 novembre 2010
Aggiornamenti sul caso Elton John a Catanzaro
I cinque assidui lettori che con gran sprezzo del pericolo (di noia)seguono questo blog sanno già che il famoso concerto di Elton John a Catanzaro è stato cancellato sicuramente non a causa dello sciopero dei voli francesi. Sappiamo, infatti, che i voli previsti per l'Italia sono giunti tutti a destinazione, proprio il 23 settembre, data prevista per il concerto. Chi volesse può andare a rileggere il post precedente sempre su questo blog, scusandomi per l'autoreferenzialità, ma purtroppo la notizia non è stata riportata da nessun quotidiano cartaceo o on-lne che sia. A conferma parziale delle nostre supposizioni giunge la comunicazione diramata dal sito ufficiale del cantante inglese http://www.eltonjohn.com/news/article.jsp?ymd=20100923&contentid=14992472 che,cito testualmente, afferma "Elton is unwell". Niente paura, anche per me l'inglese è una lingua taboo, ma non fino al punto da non capire che quell "unwell" significa indisposto,insomma non stava bene. Nessun riferimento a qualsivoglia volo o cancellazioni, o scioperi degli aeroporti francesi. La scusa, pardon, la causa dei voli è stata aggiunta successivamente dai promoter italiani. Ma tant'è. Continuiamo nelle nostre supposizioni riportandoci al giorno precedente alla data del concerto, il 22 settembre. Quel giorno, infatti, il baronetto teneva un concerto in quel di Trani danvanti a quattromila spettatori.Lo spettacolo si concludeva intorno le 23.30 e immediatamente dopo, Elton John si recava a Bari per volare con un aereo privato nella sua amata Nizza. Ora, come diceva il simpatico Antonio Lubrano, la domanda sorge spontanea, anzi in questo caso le domande. La prima: perchè l'artista, sapendo di doversi esibire nemmeno ventiquattr'ore dopo in quel di Catanzaro, distante da Trani qualche ora di auto, decide di ritornare a Nizza? La seconda: se è vero che il volo di Elton John sia giunto a Nizza nella notte del 23 (quindi in pieno sciopero), perchè qualche ora più tardi gli è stato impedito di decollare nuovamente? Forse è uno sciopero "pilotato", in entrata funziona e in uscita no? Ma è ancora Trani ha fornirci altri elementi utili alla ricerca della nostra verità. Nei mesi antecedenti la realizzazione del concerto, quest'ultimo veniva dapprima confermato, poi cancellato e nuovamente confermato. Durante il periodo di incertezza, venivano inserite le date del 23 a Catanzaro e del 24 a Taormina. E sapete perchè il concerto di Trani era stato cancellato? Occorrevano degli ulteriori fondi che la Provincia e il Comune di Trani non hanno tardato a fornire. Circa sessanta mila euro, per un concerto a pagamento in cui circa 4000 biglietti sono stati venduti. Che fosse questa la vera motivazione? Che sia il modus operandi degli organizzatori nazionali a chiedere ulteriori fondi, minacciando la cancellazione dell'evento? Ricordiamo che il Politeama di Catanzaro, la sede dove avrebbe dovuto svolgersi il concerto, conta circa 900 posti e, nonostante il prevedibile aumento dei biglietti rispetto all'esibizione di Trani, ci chiediamo in proporzione a quanto ammontino questi fondi in più richiesti alle nostre amministrazioni. Se così fosse, bene hanno fatto i nostri rappresentanti locali a non cedere al ricatto, adottando una scelta impopolare si, ma che almeno ha salvato le casse cittadine.E' degli ultimi giorni, infatti, la notizia che la Commissione Europea ha chiesto 720 mila euro di rimborso al Comune di Napoli per aver usufruito dei fondi comunitari nell'organizzazione della Festa di Piedigrotta in cui c'è stata l'esibizione proprio di Elton John. Sostiene il commissario europeo per le politiche regionali che i fondi comunitari sono utilizzabili solo per manifestazioni strutturali (come può essere anche La Notte Piccante), e non per eventi one-spot, ossia isolati, sporadici. Se ricordate, il nostro Elton aveva immediatamente smentito che la sua esibizione rientrasse nella manifestazione "Notte Piccante", facendo inevitabilmente ricadere la stessa nella categoria "one-spot". Col senno di poi, almeno una cosa buona, anche se con grande fortuna, i nostri amministratori l'hanno beccata. Parliamo sempre da un punto di vista economico. Ma chi ci ripaga dell'ennesima figuraccia perpetrata a danno della città? E soprattutto chi ripaga gli acquirenti del biglietto che durante le procedure di rimborso si sono visti detrarre dieci euro(dicono sia rappresentato dal costo vivo!?) dall'intero costo sostenuto? A proposito, voci di corridoio affermano che i preziosi tagliandi il giorno del concerto siano stati deprezzati più del 50 %. Magnanimità, previsione del futuro o solamente voglia di arraffarsi gli ultimi soldi disponibili, sapendo già della cancellazione del concerto? Come sempre lascio a voi la risposta.
lunedì 15 novembre 2010
Ospedale qui, ospedale la.
di Frank Basetta
A Catanzaro è tempo di elezioni, ciò vuole dire maggiormente due cose: la prima è l’utilizzo di bitume indiscriminato per rifare una qualsivoglia arteria di comunicazione mentre la seconda coincide con il “Fatto e faremo a breve”. Sarà un caso che si ricominci a parlare di grandi opere a pochi mesi dalla fine di un mandato? A mio parere no. Il comune in mano ad un PD che in realtà non lo è mai stato, vogliate per l’UDC, vogliate per liste civiche che ora si sfracellano pur di inchinarsi a neo partiti nazionali, tira le somme su un mandato pressocchè difficile. Ma andiamo con ordine, cercando di risalire a quanto di visibile e mirabile ha fatto il comune: Effettivo recupero del centro storico: Ogni città, e maggiormente, ogni Capoluogo Regionale che si rispetti ha un centro storico che è un fiore all’occhiello. L’opera di Olivo a riguardo ha mirato nel rivestire di sampietrini le vie più antiche quali la Filanda; ha contribuito a riqualificare Villa Margherita, ha dato splendore ad una biblioteca che è motivo di svago, specialmente per piccoli bambini intrattenuti periodicamente dalla lettura di alcune favole; ha concesso contributi per il rifacimento di alcuni edifici prospicienti il corso principale che andavano a deteriorare lo stesso; ha dato il via al cosiddetto piano di mobilità urbana, un iter che quando sarà realizzato nella sua completezza farà cambiare veramente il volto annebbiato di un Capoluogo all’apparenza arretrato; sotto il suo mandato troviamo manifestazioni di rilievo nazionale, la notte piccante così come troviamo progetti ambiziosi, tesi, maggiormente a dare slancio ad un centro cittadino che piano piano stava perdendo pezzi. In definitiva ha dato molti segni tangibili e visibili. Ma ahimè come ogni moneta, se da una faccia troviamo la testa, dall’altra troviamo la croce. La croce in questa legislatura è spettata alla periferia, sia essa nord, sud, ovest o est, lasciata spesso in mano ad iniziative di privati che con le loro costruzioni hanno cercato di centralizzare un po’ l’attenzione su alcune aree. Così è successo per il Parco Commerciale “Le Fontane”, in questi giorni protagonista di una fiera enogastronomica, che situato in un territorio praticamente di passaggio in un quartiere praticamente dimenticato come quello di Barone, si è visto canalizzati verso se di diverse opere di urbanizzazione basilari che mancavano, quali il canale di raccolta acque prospiciente l’arteria stradale, così come un nuovo sistema di illuminazione e di interventi riguardanti l’assetto fognario. Altro tassello, probabilmente dimenticato, è quello riguardante la questione rom, forse perché potrebbe essere considerato un problema minoritario? Ma un grande dilemma occupa la questione “Nuovo Ospedale”. Proprio quando i giochi erano chiusi, il Beppe regionale ha praticamente sostituito il comune e la stessa provincia e si è proposto come interlocutore per riprendere il dialogo precedentemente abbandonato. Interessi sottostanti? Chi lo sa, è certo solo che in una settimana si è creato il fantaospedale, sembrava di giocare a Sim City o a qualsiasi gioco manageriale. Così tra i luoghi papabili sono risultati essere o l’area dove è attualmente ubicato l’ospedale Ciaccio, o una nuova area tra S.Maria e Lido oppure una struttura da ubicare nei pressi del policlinico universitario, quindi nel quartiere di Germaneto. Ogni soluzione è di per se accettabile per diverse ragioni: costruire un ospedale dove praticamente esiste già l’attuale permette al centro di non spopolarsi, ma ha contro di se il problema che se capiti nei giorni di traffico è probabile che la destinazione passi direttamente al cimitero; l’ubicazione in una nuova area ha il compito di defluire il traffico nel centro con il contro aspetto che non esistono attualmente delle arterie veloci che fanno giungere celermente ai quartieri suddetti da tutti i quartieri; ultima ipotesi: Germaneto. A mio parere sono più i contro che i pro in quanto si vanno a favorire lo spopolamento demografico a vantaggio dei comuni limitrofi, così come non va sottovalutato il fatto che tra una decina di anni l’area di Germaneto sarà praticamente satura , così come saranno sempre indispensabili collegamenti veloci, al momento inesistenti. D’altronde le scelte sembrano ricadere su quest’ultima soluzione in quanto o si costruisce li oppure addio finanziamenti e di conseguenza addio ospedale: Riuscirà il “Buon” Traversa a risolvere i tanti problemi che si stanno creando nel nostro Comune oppure dovremo accontentarci di un altro politico alla fine della propria vita politica, senza idee e senza voglia di migliorarsi? Appuntamento a Marzo 2011…
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