venerdì 22 giugno 2012

Catanzaro: trasparenza da bollino rosso


E venne finalmente il giorno del primo consiglio comunale della terza era Abramo. Dopo “appena” quarantaquattro giorni dallo spoglio che sancì la vittoria a bruciapelo del centrodestra, ecco finalmente riunirsi i nostri eletti. Tra le notizie più interessanti della seduta, oltre a quella fondamentale di una prevalenza in aula di cravatte blu, c’è anche la proposta dell’intera opposizione di trasmettere in diretta audio-video le riunioni del consiglio comunale per “dare corso ai principi di imparzialità della pubblica amministrazione e di trasparenza”. Lasciando da parte gli inutili paroloni che accompagnano la proposta, mi soffermo un attimo sull’ultima parte in cui testualmente si afferma “le riunioni del consiglio comunale possono essere oggetto di riprese audio/video, salvo espressa dichiarazione contraria della stessa assemblea”. Tanto rumore per nulla, verrebbe da dire, dal momento che lo stesso consiglio, pur approvando la proposta di diretta televisiva, potrebbe immediatamente ritirare il suo consenso su specifiche sedute, magari quelle più scomode, con buona pace della tanto invocata trasparenza. Addirittura, la stessa proposta è stata oggetto di un’accesa discussione tra Pd e Dirittocrazia su chi avesse avuto la paternità dell’idea, dimenticando che la stessa fu formulata da Grillo (quello dell’antipolitica) tanti anni fa, ma evidentemente a Catanzaro le notizie arrivano con qualche lustro di ritardo. In ogni caso, prescindendo da chi abbia avuto la paternità dell’idea, ho già avuto modo di illustrare la mia modestissima opinione sull’argomento, non essendo per niente convinto sulla diretta televisiva come panacea di tutti i mali e preferendo una trasparenza nei documenti piuttosto che nelle parole (verba volant scripta manent, non serve conoscere il latino per apprezzare la saggezza di questo antico proverbio). Più e più volte mi sono sgolato per invocare una maggiore trasparenza del sito comunale, quello si vera e propria fonte di certezza, se solo venisse adeguato alle normative vigenti in materie. Ma così evidentemente non è, se solo qualcuno consultasse il sito istituzionale del ministero della funzionepubblica e la semplificazione, dove troviamo un’interessante sezione chiamata bussola della trasparenza. Basta inserire l’indirizzo web o il nome del vostro Comune e il sistema calcolerà immediatamente lo stato di trasparenza del sito istituzionale rispetto alle linee guida del 2011. Inserisco l’url di Catanzaro ,ovviamente, e dall’ultimo monitoraggio effettuato ( 08/06/2012), emerge che solo otto di quarantatre indicatori soddisfano i principi e le norme sulla trasparenza amministrativa. E il sito del ministero offre anche una dettagliata analisi su quali punti non siano completamente soddisfatti indicandoli con una simpatica faccina rossa. Ma anche l’unica faccina verde assegnata al Comune di Catanzaro non ha tanto da sorridere, poiché attesta semplicemente la presenza della pubblicità legale (cioè l’esistenza dell’Albo pretorio, non le sue modalità di redazione). Per il resto è tutto un susseguirsi di smile rossi e gialli, proprio come i colori della nostra bandiera: dagli incarichi retribuiti conferiti ai dipendenti pubblici e soggetti privati, all’istituzione di albi telematici dei beneficiari di provvedimenti di natura economica( ossia chi percepisce denaro pubblico); dai tempi medi di pagamento relativi agli acquisti di beni, servizi e forniture (che sarebbero molto utili alle aziende in difficoltà) ai dati concernenti consorzi, enti e società di cui le pubbliche amministrazioni facciano parte (le  strutture delle partecipate in parole povere). Anche per quanto riguarda i bandi di concorso, di gara e addirittura i bilanci (già i bilanci) la nostra bussola di trasparenza non va al di là del colore giallo. L’elenco è davvero lunghissimo, e sono diversi i settori contraddistinti dalla parola “requisito non rispettato”, ma vorrà dire che ai tanti indicatori in rosso segnalati dal sito ufficiale del Ministero, noi catanzaresi contrapporremo le altrettanto numerose cravatte blu dei consiglieri. Almeno per quelle la diretta televisiva sarà utile.

domenica 10 giugno 2012

Catanza Road



Se al posto delle famosissime strisce bianche di Abbey Road, i Beatles avessero scelto quelle di Catanzaro per la loro storica copertina dell'omonimo album, eh bè, allora avrebbero avuto più di qualche problema. Il povero Paul (l'unico a piedi nudi)avrebbe finalmente dato concretezza alle leggende sulla sua morte per via dei sassi, della polvere e dell'incuria delle strade catanzaresi, mentre il geniale autore della fotografia si sarebbe dovuto improvvisare anche imbianchino, viste le strisce bicolore della città sui tre colli. Il bianco nuovo e splendente dei nuovi interventi di manutenzione si sposa con il grigio sbiadito dell'asfalto, consumato e rattoppato qua e la, tutti  insieme appassionatamente per un'atipica segnalazione stradale. Siamo una città "on the road" o se preferite "ammenzu na strata", come dice il grande Enzo Colacino  che da anni ha avvertito e denunciato ( a suo modo) il problema. Ma cosa vuoi che sia qualche striscia pedonale sbiadita? E le strade asfaltate solo a metà sono sempre meglio di una mulattiera impolverata e pericolosa per i passanti. Sempre a parlar male della tua città. Già immagino i pensieri di qualcuno nel leggere questo post. Eppure, anche da una striscia dipinta male credo si possano cogliere preziosi elementi su come siano effettuati i lavori di manutenzione nel capoluogo di regione. La prima riflessione riguarda i limiti del privato che, una volta ottenuto l'incarico, si attiene scrupolosamente e legittimamente al suo capitolato occupandosi del proprio fazzoletto di strada, dipingendo addirittura solo alcune delle strisce pedonali interessate con buona pace delle altre. La seconda riguarda l'evidente inefficienza del pubblico (incarnato in questo caso dal Comune) che  non riesce a controllare e assicurare un certo standard nella qualità dei lavori appaltati, preoccupandosi più dell'esatto posizionamento delle strisce blu (dei parcheggi a pagamento), quelle si ben visibili e splendenti, piuttosto che dell'incolumità dei pedoni. Il terzo spunto riguarda ovviamente la politica che, alternandosi di colore nelle varie amministrazioni comunali, ha fretta di comparire, di mostrare il suo tempestivo intervento dando una spruzzatina di asfalto qua e la, così come fanno i cani per marcare il proprio territorio. Se il catrame non basta si provvede allora ad una sua razionalizzazione, nell'intento di coprire (non ha importanza come) quanti più quartieri possibili e dare così ai propri residenti la parvenza di un qualche interessamento. Ma c'è un'altra ragione che va oltre la logica del più bieco tornaconto elettorale per confluire in quello più robusto dell'interesse economico. Ed è proprio con quest'ultimo termine, adottato al femmile, che le amministrazioni comunali procedono sovente nell'assegnazione dei lavori. Fate attenzione alle parole, perchè i famosi lavori in economia o a carattere di urgenza disposti dalle pubbliche amministrazioni potrebbero dare l'impressione di un qualche risparmio per i cittadini e di interventi improcrastinabili a vantaggio della collettività. Questo è vero solo in parte e nemmeno in tutti i casi. La cosa che non tutti sanno è che tali interventi sono effettuati in deroga alle norme sull'evidenza pubblica, si, insomma, un modo rapido per aggirare le lunghe e noiose procedure degli appalti, che se adottate con criterio garantirebbero trasparenza ed efficienza. Sarà,invece, il politico, attraverso la sua longa manus, ad assegnare con la formula del "cottimo" fiduciario, i lavori di estrema urgenza alla ditta che più gli aggrada. E più l'urgenza dura e più i lavori andranno avanti o, magari, saranno procrastinati o riassegnati sine die. Sempre lo stesso politico, nelle vesti di amministratore comunale, non avrà nessun interesse nel controllare il buon andamento dei lavori, né tantomeno valuterà l'eventualità di assegnarli ad altri, visto il suo rapporto di "fiducia" con la ditta esecutrice. Ed allora ecco spiegato l'arcano dei lavori in economia: si spacchetta la somma complessiva prevista per le spese in modo tale da non superare la soglia che impone l'obbligatorietà degli appalti. In un sol colpo si creeranno nuove o vecchie ditte schiave e assoggettate al volere della politica che, a loro volta, non avranno alcun interesse a cambiare continuamente i propri interlocutori. Una fidelizzazione dei rapporti che rende l'uno dipendente dall'altro, con favori personali e clientelismi facili ad aprire la pericolosa e probabile  breccia delle mazzette. A farne le spese, ovviamente, non sono solo le ditte che non riescono ad introdursi in questo sistema gelatinoso, ma l'intera città spogliata costantemente di quel minimo di progettualità e programmazione necessarie per garantire uno straccio di sviluppo e decoro urbano.E chissà, forse proprio le strade catanzaresi avranno ispirato i quattro ragazzi di Liverpool nella scrittura della loro "The Long and Winding Road", la struggente canzone che ne sancì in seguito la separazione. Forse nemmeno i mitici Beatles erano più disposti a percorrerle!

giovedì 17 maggio 2012

Resistere, reagire, controllare.

Nella vana speranza che siano fugati tutti i dubbi sui presunti brogli elettorali alle ultime amministrative catanzaresi e nell’angosciante incertezza riguardo l’indagine a carico di un prossimo consigliere comunale per il gravissimo reato di voto scambio, vediamo di capire quali siano gli unici punti fermi rimasti all’ombra dei tre colli. Uno di questi è il totale fallimento dell’intera classe dirigente cittadina, da sinistra a destra passando per il centro, e chi non lo ammette, vuol dire che non vive nella città di Catanzaro, non ne legge i suoi bilanci, non ne percorre le sue strade dissestate, non ne respira l’odore nauseabondo dei suoi quartieri, e, soprattutto, non ne osserva il volto dei suoi tanti giovani e vecchi rassegnati ormai ad una vita di stenti in mancanza di uno straccio di lavoro. Un’altra certezza è che il prossimo Consiglio Comunale (qualora fosse proclamato) sarà composto da indagati, condannati in primo grado (per stessa ammissione del sindaco Abramo nel corso di una diretta televisiva) e dagli ormai soliti e immancabili trasformisti che cambiano partito e schieramento a seconda di come soffia il vento. Pur rispettando il principio di non colpevolezza fino ad una sentenza passata in giudicato che ne dimostri il contrario, e pur mantenendo fede alla volontà degli elettori che, nonostante tutto, hanno deciso di affidare ai propri consiglieri di fiducia la loro rappresentanza, mi sia lasciato almeno il beneficio del dubbio riguardo alla bontà amministrativa del futuro Consiglio, visti i precedenti delle alterne maggioranze e opposizioni sin qui insediatesi a Palazzo De Nobili. E poiché il dubbio non assale soltanto chi scrive ma i tanti catanzaresi che per diverse ragioni non sono andati a votare o l’hanno fatto “turandosi il naso”, non resta che reagire mantenendo alto il controllo sui nostri eletti. Un modo può essere certamente quello di trasmettere in diretta web le sedute del consiglio comunale, ma in attesa di una sua (improbabile) attuazione, sappiate che non è il solo strumento utile a garantire quella trasparenza tanto invocata e mai perseguita dai partiti di diverso colore. Un mezzo certamente efficace, già nelle nostre disponibilità, è la consultazione giornaliera di quell’albo pretorio on-line che ogni comune deve obbligatoriamente dotarsi. Solo spulciando tra i vari provvedimenti in esso contenuto, ad esempio, possiamo scoprire quanto ha stanziato il nostro comune durante i sette mesi della passata sindacatura nei confronti dei gruppi consiliari. Centoseimila euro complessivi elargiti, mese dopo mese, nei confronti delle varie liste di maggioranza e opposizione presenti in Consiglio, ad eccezione del gruppo Autonomia e Diritti che stranamente non ne ha mai fatto richiesta. E sempre dall’albo pretorio passa qualsiasi spesa relativa alla manutenzione di una strada, all’acquisto di beni di consumo per gli uffici comunali, alla concessione di contributi nei confronti di un’associazione per le diverse attività. Sarà un caso, ma proprio gli atti che contengono questi impegni e liquidazioni di spesa risultano, in più di un’occasione, davvero difficili da consultare sul sito del Comune di Catanzaro, dove si omettono a volte gli importi delle spese, a volte i beneficiari, o persino l’attività interessata. Nessun problema per quanto riguarda le delibere di giunta e di consiglio che sono pubblicate nella loro interezza e subito dopo essere state approvate. Le difficoltà, invece, sorgono quando si vogliono conoscere le determine dirigenziali, ossia i provvedimenti adottati dai dirigenti dei diversi settori comunali per affrontare spese, acquisti e via discorrendo. Queste sono pubblicate in rete in un unico file pdf e con estremo ritardo, mediamente il mese successivo alla loro adozione. L’aggregazione di un numero cosi corposo di determine (a volte superano le centinaia) frustra la pazienza di un semplice cittadino che, pur non essendo avvezzo alla burocrazia locale, decida di controllare se il proprio comune spenda bene i propri soldi. Ma l’albo pretorio on-line del Comune di Catanzaro riesce a far peggio non pubblicando nella sua interezza le singole determine e limitandosi a trascrivere il solo oggetto che ne dovrebbe (ma non lo fa) anticipare il suo contenuto. Eppure, sull’obbligatorietà di pubblicazione delle determine dirigenziali si è espressa addirittura la Corte Costituzionale nel lontano 1979, preceduta dal Consiglio di Stato nel 1977,  seguite entrambe da altre pronunce simili adottate negli anni successivi. E poiché dal 2011 è imposto obbligatoriamente alle pubbliche amministrazioni di abbandonare l’albo pretorio cartaceo e dotarsi esclusivamente di quello on-line, va da sé che le attuali pubblicazioni delle determine del Comune di Catanzaro risultino quantomeno oscure e incomplete, per non dire illegittime. Ma non è in punta di diritto che voglio ridurre la questione, quanto piuttosto su di un principio di ragionevolezza che accomuna tutti noi nel mentre effettuiamo un banale acquisto. All’atto di decidere come spendere una qualsiasi cifra, infatti, abbiamo bisogno di conoscere il costo prima ancora del beneficio e non si comprende perché non si possa fare altrettanto con le spese affrontate dal comune in cui si vive che usufruisce delle nostre tasse. E allora chiediamoci sempre quanto sarà costato un convegno, uno spettacolo, una festa di quartiere, una pubblicità sui siti d’informazione, una missione del nostro consigliere eletto, una riparazione di una strada che il Comune ha così alacremente disposto per noi, pretendendone sin da ora la pubblicazione integrale nel rispettivo albo pretorio. Chiediamoci chi sono i soggetti beneficiari di quella somma e perché sono stati scelti proprio loro in luogo di altri. Non deleghiamo nessuno a far ciò. Opponiamoci sin da ora allo sfascio economico e finanziario della nostra città e controlliamo la concessione di ogni minimo centesimo. Non aspettiamo che siano i partiti a farlo per noi, perché in tal caso potrebbe essere già troppo tardi.

venerdì 11 maggio 2012

Comunque vada sarà insuccesso

Una sconfitta per tutti. Non riesco a trovare altri termini per riassumere la squallida situazione pre e post-elettorale delineatasi nella città di Catanzaro. E l’affermazione deriva non solo dalle ombre di brogli elettorali, dall’indagine sulla compravendita di voti a carico del candidato della lista civica “Per Catanzaro”,Francesco Leone, ma anche dalla legittima e democratica elezione dei “nuovi” consiglieri che tra qualche giorno siederanno a Palazzo De Nobili. Sulle prime sarà come sempre la magistratura ad avere l’ultima parola, accertando se vi siano stati o meno condizionamenti, errori nel calcolo delle schede vidimate, soldi da elargire ai propri elettori. Sui secondi è stata la città, o almeno una sua parte, ad esprimere il suo orientamento rieleggendo i propri candidati, evidentemente paghi per l’ottimo lavoro in Comune sin qui svolto, o votando le new entry sulla scia di un nuovo o antico rapporto di fiducia . Catanzaro ricorderà a lungo questi interminabili giorni di spoglio non tanto per il dubbio sui voti di scambio, cui la città si è rassegnata da tanto tempo, quanto piuttosto per aver appreso con certezza il suo carattere decisivo nel determinare la vittoria elettorale. Centotrenta voti, infatti, sono utilissimi per sancire l’elezione al primo turno di Sergio Abramo, evitando così il ballottaggio, ma si rilevano assai esigui se rapportati ai cinquecentosettantacinque ottenuti dal neo consigliere comunale Francesco Leone sul quale pesa come un macigno, l’inchiesta sulla compravendita di voti. Tuttavia, dall’altro lato non riesce a convincermi la pseudo- battaglia per la legalità organizzata in fretta e furia dal Pd catanzarese nei giorni del caos totale in cui si susseguivano rapidamente le notizie d’irregolarità nei seggi elettorali. E non mi convince non solo perché il sit-in davanti la Prefettura è stato sbandierato al grido di “Scalzo sindaco”, mortificando le intenzioni di chi da semplice cittadino avrebbe voluto urlare il suo sdegno, quanto piuttosto per la partecipazione allo stesso presidio da parte di un esponente e consigliere provinciale del Pd condannato in primo grado per truffa. E’ la solita e spocchiosa ipocrisia della sinistra che in virtù di una superiorità morale smentita dai fatti si arroga il diritto di appropriarsi di un concetto e di un valore come la legalità che non ammette figli o figliocci, ma solo fedeli fautori. Una schizofrenia dimostrata anche nell’insinuare il dubbio sui voti dei Rom espressi nel quartiere Santa Maria a favore di Sergio Abramo, tacendo sul successo di Scalzo in un altro quartiere non certo felice come Pistoia. Ma non era la sinistra a difendere i valori dell’eguaglianza, senza alcuna discriminazione di sesso, razza o etnia, al contrario di una destra razzista e xenofoba? E cosa dovremmo dire, allora, di una destra locale, tanto devota al suo imperatore decaduto Silvio Berlusconi, il quale per anni ha parlato di brogli da parte dei comunisti all’indomani di ogni sconfitta elettorale, che richiama ora al senso di responsabilità delle coalizioni perdenti? Per non parlare della sua chiusura di campagna elettorale incentrata sulla figura di Francesco Rutelli, ex avversario del Cavaliere, e coinvolto indirettamente nella nota faccenda del tesoriere della Margherita, Lusi.  Gli interrogativi sono in realtà pura retorica utili solo per far comprendere come non si possa ridurre e semplificare un ragionamento dietro sterili e ormai superati schemi di partito.  Ma se i partiti escono con le ossa rotte da questa ennesima tornata elettorale, non può dirsi che la cosiddetta società civile ne venga fuori bene. Tanti, infatti, saranno stati i voti di questa ad arricchire i già ampi consensi dei vari consiglieri comunali che da qui a breve s’insedieranno a palazzo. Uno di questi, ad esempio, è Carlo Nisticò, ex Pd, presidente della commissione urbanistica nella giunta Olivo, passato nell’Udc con lo stesso incarico durante la mini sindacatura Traversa, eletto nella Lista “Scopelliti presidente” con ben ottocentotrentatre voti. Un ottimo risultato per l’unico nome della politica svelato tra i tanti omissis coinvolti in un’inchiesta condotta dalla procura su mafia e appalti e che riguarda direttamente il Comune di Catanzaro. Sfonda ed è eletto come primo nella lista di “Catanzaro con Abramo”, Tommaso Brutto, che si aggiudica seicentoottantotto consensi, nonostante penda una sentenza di condanna in primo grado per truffa al pari del già citato Bruno del Pd. Nessun avviso di garanzia o alcuna indagine ha raggiunto,invece, il più votato tra i consiglieri comunali, Sinibaldo Esposito che dall’alto dei suoi milletrecentosedici voti supera addirittura l’assessore regionale al personale, Mimmo Tallini. Il paradosso è che mentre il nostro presidente della Fondazione Campanella si appresta ad insediarsi al Comune, i dipendenti della stessa fondazione protestano in piazza per i loro mancati stipendi e per un futuro che si annuncia sempre più infausto. Ora, addossare tutte le colpe di questa situazione nei confronti di Esposito è piuttosto ingeneroso, visto le responsabilità diretta della Regione Calabria governata  prima da Agazio Loiero e ora da Giuseppe Scopelliti, ma ci sarà pure un demerito da attribuire nei confronti del suo attuale Presidente? Così evidentemente non ha pensato l’elettorato che si dimostra coerente nelle proprie intenzioni di voto premiando, dall’altra parte, Manuel Laudadio, figlio del più noto Franco, ex presidente dell’Ambiente e Servizi di Catanzaro con un passato di assessore regionale ai trasporti. Una scientifica e metodica coerenza contraddittoria che ha portato all’elezione di Francesco Passafaro (presidente del consiglio comunale durante la giunta Olivo, passato con Traversa nelle scorse elezioni e rientrato ora nei larghi ranghi del Pd),  Roberto Guerriero, da sempre socialista, con una piccola parentesi a favore dell’uomo del fare, ed  Eugenio Riccio, ex esponente del movimento Catanzaro nel Cuore, consigliere di maggioranza nelle alterne sindacature di sinistra e destra. Di fronte, dunque, ad una Catanzaro che appare sempre più come l’incarnazione di Babilonia, non posso dimenticare, proprio nel giorno dell’anniversario della morte di Bob Marley, il suo messaggio di redenzione, affinché siano spezzate definitivamente le catene che tengono ancora in ostaggio le nostre menti. Solo così potremo impedire quel fallimento per la nostra città che sembra proprio dietro l'angolo!

lunedì 16 aprile 2012

Tu chiamale se vuoi…contraddizioni.


Se c’è una cosa che sembra accomunare un po’ tutti gli schieramenti di questa ennesima tornata elettorale catanzarese, questa è certamente la contraddizione. Una musa delle incoerenze e dei controsensi che ispira ad ogni piè sospinto i diversi candidati al consiglio comunale del capoluogo di regione. E come ogni buona divinità che si rispetti, la nostra suggeritrice del non senso è restìa a mostrare il suo vero volto ai più, celandosi dietro le infinite guerre di comunicati stampa che hanno come unico scopo quello di sbiadire le sue forme contraddittorie. Ma musa significa anche memoria ed è proprio a questa che bisogna ricorrere per capire un po’ di più di queste elezioni 2012. 

Prendiamo l’esempio di Luciano Celia, presidente di Fratelli d’Italia - Movimento Indipendentista Meridionale che alle scorse elezioni si era posto come l’anello di distruzione della partitocrazia per dar voce alle necessità concrete dei cittadini senza ideologie. E per far dare più peso alla sua candidatura a sindaco fece arrivare nella città dei trecolli la senatrice Adriana Poli Bortone, appartenente al gruppo di Coesione Nazionale, ossia il riflesso dei Responsabili alla Camera che, al pari di Scilipoti & Co, diede la fiducia al Governo Berlusconi prima di sprofondare nello spread. Per Celia andò male, anzi malissimo, prendendo appena lo 0,39% dei voti, ma ciò non impedì al nostro di annunciare l’ennesima candidatura a sindaco, non prima di aver cambiato il nome del suo movimento in Sud Italia (SI), e subito dopo aver scritto tramite web una richiesta di aiuto al Movimento Cinque Stelle guidato da Beppe Grillo, riconoscendone gli eguali valori e le medesime intenzioni di rinnovamento della politica. Chissà cosa direbbe ora il comico genovese sulla decisione di Celia di ritirare la sua candidatura a sindaco per confluire nello schieramento di centrodestra. Belin! 

Insieme a Celia, tra i partiti che appoggiano Sergio Abramo troviamo Azione Popolare, un movimento che fa capo a Silvano Moffa di cui abbiamo già parlato in questo blog. Di Moffa (anch’egli tra i Responsabili per votare la fiducia al governo Berlusconi) sta circolando con insistenza una sua proposta di legge sugli equi compensi ai giornalisti, ma nessuno vi ha detto che lo stesso è anche primo firmatario della reintroduzione delle immunità parlamentari. Ma lasciamo Moffa al suo lavoro da deputato e concentriamoci invece sui suoi collaboratori calabresi, come Giuseppe Mazzullo, di Azione Popolare, che sullo stesso sito del movimento grida il suo basta alla politica delle annunciazioni  “intrapresa anche dal candidato sindaco del centrodestra Sergio Abramo che mistifica la realtà visto che opere come il Politeama e l’area Magna Grecia e anche lo sblocco della funicolare si devono alla Giunta Gualtieri”. Pochi giorni dopo, ed ecco l’intero entourage di AP confluire nello schieramento di quell’Abramo mistificatore (Mazzullo docet) compresi anche quegli esponenti che nel corso della prima conferenza stampa paragonarono Michele Traversa al comandante Schettino, colpevole di abbandonare la nave che affonda.
 Ma se Atene piange, Sparta di certo non ride, e sul fronte opposto troviamo Scalzo impegnato nella precedente campagna elettorale a denunciare il trasformismo di tanti esponenti del centrosinistra che dopo il classico salto della quaglia si presentavano alle urne a fianco di Michele Traversa. A distanza di appena sette mesi, ecco il giovane esponente del Pd benedire il ritorno alla casa madre di candidati consiglieri come Benedetto Cassala e Francesco Passafaro, ed accogliere a braccia aperte la lista di Vincenzo Ciconte, per mesi impegnato a costruire una coalizione di centro alternativa a Scalzo, salvo poi ripensarci e rientrare nei ranghi del centro trattino sinistra. Non c’è da meravigliarsi, soprattutto quando si è a conoscenza dei compositori delle liste per Scalzo, ovvero Pino Soriero e Rosario Olivo, il primo avvezzo a queste pratiche di cambio casacca, il secondo non proprio l’emblema di quel cambiamento tanto invocato dallo stesso Salvatore Scalzo.

 E veniamo, invece, alla contraddizione più fresca in termini cronologici. E’ di poche ore fa, infatti, l’intervento di Sergio Abramo con il quale annuncia il suo stop alla concessione della residenza catanzarese a nuovi rom. La dichiarazione mi suggerisce qualche ricordo, e spulciando tra i vecchi numeri del Corriere della Calabria (n. 10 del 25 agosto 2011), l’ottimo corrispondente Gaetano Mazzuca riporta la notizia di una delibera comunale del 1999 con la quale la giunta catanzarese guidata da Sergio Abramo concedeva temporaneamente un’area di 600 metri quadri nel quartiere Aranceto per l’installazione di un prefabbricato da adibire ad abitazione per una famiglia nomade, con tanto di condotta idrica e fognante a spese del Comune. Quel rom, aggiungeva Mazzuca, non era uno qualunque ma tale Toro Seduto, capo carismatico del nascente clan degli zingari.

 Infine, un’ultima contraddizione si potrebbe perfezionare sempre in riferimento al candidato di centrodestra Sergio Abramo, attuale presidente della Sorical, la società che gestisce l’approvvigionamento e la fornitura del servizio idrico in Calabria e dei cui servizi si avvale anche il comune di Catanzaro. Qui non si parla proprio di contraddizione ma d’incompatibilità, e a stabilirlo non sono certo io ma una sentenza della Corte di Cassazione, ISezione, 4 dicembre 2003, n. 18513. La Suprema Corte, infatti, ha sancito nella pronuncia che "ricorre la causa d’incompatibilità per il consigliere comunale che ricopre la carica di consigliere di amministrazione di un’azienda consortile intercomunale, costituita in s.p.a., per la gestione del servizio di approvvigionamento idrico". "È palese il conflitto- aggiunge la Corte- d’interessi che si ha nel concorrere a formare la volontà dell'ente locale e quella della società, incidendo sulla formazione del volere di entrambe le parti nella conclusione d'una stessa convenzione, e logicamente il legislatore ha individuato nella specie un caso d'incompatibilità". C’è da rilevare, tuttavia, che la Sorical non è una società intercomunale, ma una spa a capitale misto pubblico-privato a carattere regionale e che l’incompatibilità della sentenza parla di consiglieri e non di sindaci o presidenti delle stesse società. In più c’è da aggiungere che la stessa Cassazione potrebbe aver avuto nel corso del tempo un mutamento di giurisprudenza sul punto, ossia un cambiamento di opinione sulla valutazione dell’incompatibilità. Ma in attesa di avere ulteriori elementi, chi ci assicura che non si ripeta ancora un caso analogo a quello di Michele Traversa? Non sarebbe meglio fugare tutte le incertezze e dimettersi dalla carica di presidente Sorical, visto anche il ruolo impegnativo di ipotetico nuovo sindaco di Catanzaro?

mercoledì 28 marzo 2012

A voi


A voi che leggete di nascosto questo blog solo per spiare e accusare...

A voi potenti di turno che credete di poter controllare tutto e tutti...

A voi che minacciate querele solo per coprire le vostre malefatte...

A voi sovrani da strapazzo che sentite tremare la terra sotto i piedi...

A voi giullari e consiglieri di corte, servi di un impero in decadenza...

A voi che pensate di catalogare il mondo e le persone secondo miseri schieramenti partitici...

A voi che barattate per qualche spicciolo il vostro omertoso silenzio..

A tutti quanti voi...sappiate che esistono ancora uomini e donne completamente liberi, che non hanno né padrini, né padroni e tanto meno Santi in paradiso. Sappiate che c'è qualcuno disposto ancora a non cedere ai vostri ricatti, alla vostra elemosina, al vostro gioco accomodante, al vostro sistema di complicità, di omissioni, di scheletri negli armadi. Sappiate che nella vita non tutto ha un prezzo, e che la nostra più grande debolezza su cui voi fate leva, quella di non avere uno straccio di lavoro, può essere in realtà la nostra più grande forza. Tutto è più facile quando non si ha più nulla da perdere. Tutto diventa raggiungibile quando si corre senza la stretta del guinzaglio al collo. A voi dedico questo video...e come dice il grande Bertoldo: "Ora fatelo a me"!